C’è un aereo che parte alle 1.40 p.m.

Sveglia alle 4.30 am. Fa caldo. Bevo. Resto a letto, tranquillo. E’ tutto talmente comodo che ti senti comunque a tuo agio. Dormicchio un pò fino alle 7. Appena suona la sveglia mi alzo e accendo il mac. L’Inter ha fatto 1 a 1 con la Lazio. Ma anche la Roma a Cagliari non è andata oltre il pareggio. Poteva andare meglio. Ma anche decisamente peggio. Ancora un saluto a casa. Andiamo a fare colazione. Varie ed eventuali. Alle 8.40 pm il pullman ci riorta al Terminal 2. Carrello. Cinghie per le borse. Check in. Conquista dei posti nella fila dell’uscita di emergenza (mi dicono che sono dimagrito, ma anche prima niente a che vedere con i fisici modello Giuliano Ferrara; nei sediolini di aereo non ci si va, nè in larghezza né in lnghezza; un supplizio). Controlli. Siamo dentro. Giri vari. Alle 2.10 pm ora di Tokyo ci imbarchiamo. Alle 19.25 ora di Roma scendiamo. Telefono. Casa. Alle 20.06 Leonardo Express a volo (proprio uguale al Narita Express, non ci manca nulla (sper si sia colta l’irona)). Alle 22.15 siamo a Napoli (riusciamo a prendere l’AV delle 20.45, un’ora prima di quello sul quale eravamo prenotati). Alle 23.20 a casa.
In aereo non ho toccato cibo (a parte un panino vuoto; però avevo mangiato alle 11.30 am a Tokyo). Ho bevuto 2 bottigline d’acqua San Benedetto (in dotazione sulle JAL). A caso magio polpettone e due pizzichini di pastiera. Con gli occhi addosso di tutta a famiglia (secondo me sono anche gli occhi secchi che fanno ingrassare :-)).
Comunque su questo punto “per me pò chiover gnostr, comme ricett o’ scarrafone” (per me può piovere inchiostro, come disse lo scarafaggio): da domani comincia la Pastiera Week. Fino a domenica prossima. Inclusa.

p.s.
Non scrivo nulla su come abbiamo trovato Fiumicino Airport rispetto a Narita Airport in quanto ad efficienza, pulizia, ecc. E su come abbiamo trovato Napoli rispetto a Tokyo. Non è una dimenticanza. E’ che non ci sono parole. E poi per questa sera ancora non voglio pensarci. Tanto domani sarà ancora tutto così. Cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo? E perché continuiamo a sopportarlo? Forse dovremmo chiedercelo. Ma in fondo questo è diario giapponese. E non diario napoletano.

One thought on “C’è un aereo che parte alle 1.40 p.m.

  1. Caro Vincenzo ,sei tornato alle falde del Vesuvio. Viaggiare è conoscere , conoscere consente di comparare , comparare vuol dire raffrontare su scale di valori . Ma credimi alla base di tutto c’è la cultura , essa è un prodotto del tempo della storia , degli uomini . Perchè alcuni sono più evoluti degli altri ? Questo è il problema . Qui la risposta tocca al sociologo .Ciao Fabrizio

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