Tokyo Anime Fair

L’appuntamento con Luca è intorno alle 11.10 am.
Passo la mattinata a scrivere qualcosa, ma la testa non c’è molto. Faccio 20 volte il controllo per non dimenticare niente. Una volta riposta la chiave nella key box, non potrò più tornare indietro, ed è meglio evitare scocciature postume (scrivere etc.).
Verso le 9.30 am metto sotto la porta di Franco le ultime prese. Faccio anche un’ultima capatina in quello che per 4 settimane è stato il mio quartier generale – ufficio – posto di combattimento per lasciare un paio di forbici e due cheaps umbrella.
L’intero ufficio è in via di smobilitazione, dal 1 aprile la Carninci Research Band si sposta a Yokohama.
Riesco dall’ufficio alle 10.20 am, ricontrollo tutto (e sono 21) e riarto per la west gae, dove conto di lasciare il budge. Cerco inutilmente di spiegare all’addetto di darmi una ricevuta della riconsegna. Tra il mio inglese e il suo è una tragedia. Greca. Penso che di questo passo diventerò napponico fissato. Lascio perdere. Saluto. Vado via.
La strada è quella che ho fatto tante volte in questo mese ma con lo zaino pieno sembra non finire mai. Decdo che lascio anch’io il computer nella cassetta di sicurezza a Ikebukuro. Obiettivamente qui il rischio che lo rubino è inferiore a quello di ogni altro paese del mondo. A Narimaso Luca arriva qualche minuto prima di quanto supponevo. Per fortuna il tizo di Sakura House è arrivato un quarto d’ora prima. Ha fatto un controllo per una stanza di 18 m quadrati (compreso bagno e angolo cottura) che neanche fosse stata la Reggia di Caserta.
A Ikebukuro procediamo con minore facilità del previsto. Nel senso che le cassette di sicurezza sono già occupate. Troviamo un posto libero per il mio mac. Poi, da un’altra parte, in un seminterrato, un posto per quello di Luca (per la verità di Riccardo in prestito a Luca che ha concesso a Riccardo solo per questo mese di usare il suo desktop; immagino che lunedì ci sarà una sorta di scambio di prigionieri, con Luca che sarà molto più meticoloso nelle operazioni di controllo).
Il viaggio verso TAF è piacevle. In Metro ci sediamo con facilità. E la monorotaia (l’avevamo già presa per andare a Odaiba) è sempre uno spettacolo. Ance il TAF si rivela per me più interessante di quanto immaginassi. Tanta gente. Ma niente prepotenze. Spinte. Casini. E poi è meno immensa di quanto immaginassi. Prendiamo qualche gadget. Facciam un pò di giri. Intorno alle 15 si riparte per Ikebukuro. Pranzo frugale ma ottimo alla Andersen (davvero di alto livello il loro servizio), ritiro dei computer (ci sono, ci sono) e via verso il binario. Dove capisco che il treno non c’è (nel senso che è una fermata di transito). Tira un vento freddo micidiale. C cerchiamo una panchina più riparata. Compro un pò di caramelle per rimediare al sapore d alga che mi è rimasto in bocca (mentre Luca rtirava ils o computer, credevo di aver comprato biscoti dolci al cioccolat, tipo gocciole, e inveco ho comprato biscotti salati alle alghe; Luca naturalmente non perde il colpo e mi dice che quando mi faccio prendere dalla gola faccio solo casini; io zitto, certe cose bisogna farle da piccoli :-).
Il Narita Express spacca il secondo (e che lo dici a fare). Confortevole. Pulito. Silenzioso. Leggermente un pò troppo caldo per i miei gusti. Alle 7 pm siamo al Terminal 2. Cerchiamo di fare il biglietto per il Marroad Internation Hotel. Capiamo che è un servizio messo a disposizione dall’albergo. Meglio.
L’albergo è una meraviglia. A costi assolutamente competitivi (99 dollari, 65 euro). Con una stanza di 26-26 m quadrati e due letti d una piazza e mezza che sono una favola (morbidi e rigidi contemporaneamente, incredibile).
Nella mia vita da vagabondo ho girato molti alberghi a 4 stele, ma questo li batte tutti. Se non fosse per il caldo. Davvero eccessivo per me.
Le valige sono arivate regolarmente (per il viaggio di ritorno ci siamo organizzati a meraviglia, l’andata è stato un massacro).
Con 100 yen (6 euro) faccio attivare la connessione internet per 24 ore, chiacchieriamo un pò con casa; io faccio un pò di navigazione varia ed eventuale; Luca controllo se ci sono novità dal fronte spedizione basso. Nothing.
A nanna.

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